COSA SUCCEDE

Cari Piacentini, dal sass o anche non proprio dal sass, ecco qui la prima domanda, la domanda da cui tutto ha inizio:

quanto a fondo credete di conoscere la città in cui vivete e la sua provincia? Quanti aneddoti potete raccontare sulla sua storia e sulle sue tradizioni, sul suo folclore e sulla sua cultura popolare, sulla sua arte e sulla sua musica? Quante storie singolari, leggende e miti che la riguardano?
Paola Cerri e Barbara Tagliaferri hanno raccolto la sfida lanciata dal loro editore e sono riuscite nel non semplice compito di metterne in fila ben 101.
In molti conoscono la storia del trenino che percorreva la tratta Bettola-Piacenza, ma quanti sanno, ad esempio, che ha ispirato addirittura la costruzione della metropolitana della grande Milano? E dell’amore grande e incondizionato che Fedor Dostoevskij aveva per la Madonna Sistina di Raffaello, ne avevate già sentito parlare? E dell’ipotesi che il Ponte Gobbo sia raffigurato sullo sfondo della Gioconda?
Pare, anche, che lo stesso Leonardo abbia riprodotto nel suo celebre Codice Leicester le conchiglie che in varie epoche sono emerse dai campi coltivati della val d’Arda… in val d’Arda, sì, dove una volta nuotavano le balene! E ancora: chi di voi conosce la storia della prima moglie di Giulio Cesare, la piacentina Calpurnia? Per tacere del fatto che, a quanto pare, noi piacentini discendiamo direttamente dai troiani!
Questo libro è una sfida a chiunque pensa di conoscere alla perfezione la città di Piacenza, la sua storia e quella della sua provincia.
Cari piacentini, dal sass o anche non proprio dal sass, siete pronti a raccoglierla?

 

In tutte le librerie di Piacenza potete trovare il libro “Il canto di Novella” di Carlo Bernini, nella collana Le Salamandre, ovvero, la nostra collana dedicata alla narrativa italiana.

Alberto, quarantasettenne ingegnere di Bologna, scopre, attraverso una ricerca presso la vecchia Anagrafe del comune di Massa, che la diciassettenne Novella, conosciuta qualche giorno prima e di cui ha poi perso le tracce, in realtà sarebbe morta quasi quarant’anni prima, nel gennaio del 1976.

La bella e impeccabile villetta che lui aveva visto riaccompagnando a casa la ragazza (e che la ragazza stessa aveva presentato come propria dimora) gli si rivela un rudere fatiscente e pericoloso, disabitato da decenni ed in stato di abbandono.
Alberto incontra casualmente Luigi, suo amico di sempre e professore di psichiatria all’Università di Siena.
A lui racconta l’accaduto sperando, in cuor suo, di sentirsi dare del visionario dall’amico.
Ma l’amico, a ragion veduta, è di tutt’altro avviso.

 

Dopo la trionfale serata di presentazione da Eataly, lo scorso dicembre, vi aggiorneremo sulle nuove puntate della Confraternita. Nel frattempo trovate il libro, con una dedica al compianto Santa Fava, nelle edicole e nelle librerie.

Con prefazioni di Nereo Trabacchi e Chiara Ferrari.

 

 

Giovedì 5 gennaio alle ore 17.30 la Feltrinelli di Piacenza ospita una nuova presentazione di “Mamo. Il cavaliere di Lugano”, la favola natalizia scritta per noi da Paolo Garetti.

copertina mamo.inddIl cavaliere Mamo e il suo inseparabile cavallo parlante Berto devono salvare la principessa Dasy dal terribile drago Mofoy, e riportare il Natale in un regno triste triste.
L’impresa è rischiosa, ma Mamo e Berto partono all’avventura, e con tanto coraggio e un pizzico di magia arrivano nella dimora del crudele drago.

Riusciranno a salvare la principessa e a riportare il Natale nel regno?

Il libro è in vendita presso le librerie Feltrinelli e Fahrenheit 451 di Piacenza. 

La Team Mamo Onlus è costituita da un gruppo di amici che per anni ha condiviso passioni, emozioni, affetti e purtroppo dolori…
Mamo per i suoi amici, era parte fondamentale ed inscindibile di questo gruppo che desidera colmare questo grande vuoto continuando a condividere esperienze ed emozioni anche e soprattutto a favore di famiglie meno fortunate.
L’amicizia è condivisione, rispetto ed altruismo e Mamo avrebbe desiderato estenderla ai più piccoli.
Andate sul sito www.teammamoonlus.it e un bambino in più sorriderà

Paolo Garetti è nato a Piacenza qualche mese prima dello sbarco sulla luna. Imprenditore di professione, scrive favole per la figlia Giulia e per salvaguardare il sonno della moglie Claudia. La favola del Cavaliere Mamo è “uscita” in una sola notte della primavera 2013, ispirata dalla grinta e dal grande cuore del suo amico Massimo che adesso la leggerà comodo sdraiato su una nuvola.

Giovanni Giorgi Pierfranceschi è nato a Piacenza, da piccolo abitava sul Faxal, vedeva il Cheope dalla sua finestra e gli sembrava New York.
Adesso a Podenzano dalla sua finestra vede le colline e gli sembra la Terra di Mezzo.
Forse è per questo che disegna tutto il giorno, ed è sempre in ritardo, chissà.

Arrivano i nuovi Pescegatti per Natale 2016!

I primi due saranno presentati entrambi al Caffè Letterario Melville di San Nicolò:

* Venerdì 2 dicembre, ore 21: “Tutti i santi del Paradiso piacentino. La Divina Commedia arriva anche in riva al Po“, a cura di Gabriele Dadati e Giovanni Battista Menzani

* Domenica 4 dicembre, ore 21: “Le ricette delle razdore piacentine, vol. 2” di Chiara Ferrari, con fotografie di Elisabetta Sfarra.

Ecco un po’ di informazioni:

paradiso_copertinaTutti i santi del Paradiso piacentino. La Divina Commedia arriva anche in riva al Po
a cura di Gabriele Dadati e Giovanni Battista Menzani
Edizioni Officine Gutenberg, collana Pescegatti.
Prezzo: 14 euro, da dicembre nelle edicole e nelle librerie.
Esiste anche il calendario con i santi, costa 4,90 euro.
Autori: Emanuela Albanese, Brunello Buonocore, Denise Cavazzi, Paola Cerri, Pietro Chiappelloni, Melania Dadati, Chiara Ferrari, Marco Ferrari, Domenico Ferrari Cesena, Francesco Ferri, Patricia Ferro, Filippo Fornari, Nicoletta Livelli,
Cristina Longinotti, Piera Marchioni, Giovanni Battista Menzani, Manuela Merli, Marco Murgia, Arianna Seminara, Claudio Sesenna, Barbara Tagliaferri.
Fotografie di Massimo Cassinari ed Emanuele Ferrari.
San Torini è nato da qualche parte in Grecia, e proprio non se ne sta staccare: fa soffiare il grecale sulla città di Piacenza e comparire greche in antichi affreschi. Per non parlare di tutto quello yogurt sugli scaffali dei supermercati… C’è poi San Guinaccio, protettore dei norcini della città e di tutti coloro che si occupano di salumi. Che sono meglio di quelli di Parma, fidatevi. C’è una santa invocata e venerata in tutta Italia, Santa Pazienza, di cui solo grazie a questo libro si scoprono le origini. E forse avrà pure qualche parentela con Beata Rassegnazione e Beata Sopportazione. Ci sono poi San Tino, inventore dei santini, San Fusereo protettore degli invisibili, Santa Polenta, Sant’Orsola che presiede ai pesci d’acqua dolce e agli agricoltori… e via via, in rassegna, i santi dei tempi moderni: Santi Belindo e Gimmi, detti Spic e Span, protettori degli amanti dell’ordine e degli incompresi, Veronica Sposini martire, che dall’alto guarda con benevolenza i wedding planner, San Jacques Le Stracc, patrono dei pendolari piacentini, Sant’Assunta, che coi lavoratori precari ha confidenza. Loro, e decine di altri. Perché non esiste quartiere del Paradiso che sia così affollato e amichevole come quello dedicato ai piacentini. Voi direte: ​come mai non ne abbiamo mai sentito parlare prima, di questi tizi e di queste tizie di cui ora vorreste raccontarci vita, morte e miracoli? Perché non solo sono santi italiani, cioè “santi a loro insaputa”, ma sono per di più, nello specifico, santi piacentini. E si sa: Piacenza è una città talmente riservata (per dirlo in maniera carina. Si potrebbe anche dire: così indifferente a se stessa) che possono succedere cose clamorose senza che nessuno se ne accorga.
 copertina_raz2.indd“Le ricette delle razdore piacentine vol. 2“, di Chiara Ferrari.
Edizioni Officine Gutenberg, collana Pescegatti.
Prezzo: 12,50 euro, da dicembre nelle edicole e nelle librerie.
Esiste anche il calendario con i santi, costa 4,90 euro.
Chiara Ferrari ha una naturale predisposizione per le storie di cucina. Grazie alla biografia fantastica di Angelo Taglia, cuoco personale di Ranuccio I Farnese entra nella schiera degli autori del Dizionario Biografico Fantastico dei Piacentini Illustri (Piacenzasera, 2012). Il suo racconto sulla Bargnoleria dei Balossi fa credere a molti di potere acquistare, in quel locale, bargnolini d’annata. Ma è un’invenzione pubblicata nella Guida ai luoghi fantastici di Piacenza (e provincia) (Piacenzasera, 2013). Nelle 101 cose da fare a Piacenza almeno una volta all’anno (Officine Gutenberg, 2014) stila schede sui migliori ristoranti e sui piatti tipici.

Per l’Antologia del fiume Po. Una spoon river piacentina (Officine Gutenberg, 2014) scrive la storia di Amedeo Bertuzzi detto “il guzzone”, cuoco morto soffocato da un boccone di trippa. Nell’Inferno. La Divina Commedia arriva anche a Piacenza (Officine Gutenberg, 2015) sistema i bestemmiatori in una truce osteria ad ingozzarsi di saracche. Con Le ricette delle razdore piacentine (Officine Gutenberg 2015) realizza il sogno di unire la cucina alla storia del territorio. Quando non scrive di cucina, scrive di musica. Collabora con la rivista Patria Indipendente ed è autrice di Politica e protesta in musica. Da Cantacronache a Ivano Fossati (Unicopli, 2014), uno studio sulla canzone popolare e d’autore italiana.

Prefazione di Nicoletta Livelli
Hanno fatto impazzire i lettori piacentini e non solo. Per tutto il 2016 sono state in tour tra biblioteche, enoteche e centri culturali, riscuotendo un successo clamoroso. Hanno persino fatto un calendario, anche questo andato a ruba.
Sono loro, le razdore piacentine. E sono tornate!
Nuove razodre, nuove incredibili ricette, tenute insieme da racconti emozionanti. Chiara Ferrari, le ha scovate negli angoli più remoti della provincia piacentina, spingendosi fino ai confini col territorio genovese, lombardo e parmense. Nessuna razodra può sfuggire al suo infallibile radar. Le ha messe sotto pressione affinchè svelassero i loro segreti culinari, spesso custoditi gelosamente da generazioni. E soprattutto, si è fatta raccontare le loro vite. Ne sono usciti ventiquattro ritratti di donne indimenticabili, per le quali la cucina è, da sempre, passione che anima la vita. Ma anche ricerca di perfezione, voglia di sperimentare e piacere di stare insieme. Chiara e le sue razdore vi commuoveranno, vi divertiranno, vi trasporteranno indietro nel tempo in un turbinio di aneddoti e massime di vita che neanche Nietzsche. Il tutto accompagnato da profumi di arrosti e di torte appena sfornate. Dunque, buona lettura… e buon appetito!

E… presto in libreria le due nuove guide della collana Instant, dedicate alla val d’Arda e alla val Nure. Stay tuned!
Il nostro libro su Marco Osio, il Sindaco, di Emauele Giulianelli, è online sul magazine della Lega B!
http://www.legab.it/b-fan/b-magazine
Eccovi l’articolo:
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Giovedì 27 ottobre, ore 21 – Presentazione del nuovo romanzo di Carlo BerniniIl canto di Novella” al Melville Caffè Letterario di San Nicolò.

12 agosto 2016. ilpiacenza.it dedica un articolo della sua rubrica “Libri piacentini” all'”Alfabetario degli animali piacentini

link: www.ilpiacenza.it/blog/libri/l-alfabetario-degli-animali-piacentini.html

Novità in libreria:

E’ finalmente uscito “Camminate Piacentine Vol. 4″, a cura di Achille Menzani.
Cascate del Carlone, il canyon dello Stirone, la valle a canoa del torrente Chiarone, i nuovi percorsi ai laghi Moo e Bino e alle Cascate del Perino: è l’acqua il filo conduttore che unisce le 17 nuove proposte di escursione raccolte in questo quarto volume di Camminate piacentine. Una sorta di riappacificazione con l’elemento naturale che ha recentemente martoriato un territorio magnifico e ancora troppo spesso sottovalutato.
Quarto volume che ripropone un format indovinatissimo e collaudato: una pratica scheda che riassume i dati numerici dell’escursione, una mappa con il cammino da effettuare ben evidenziato, la descrizione geografica, paesaggistica, geologica e antropologica dell’area, un sunto del percorso e infine l’originale roadbook, autentico marchio di fabbrica, corredato di immagini dei passaggi chiave del percorso,in grado di accompagnare passo dopo passo anche gli escursionisti e i camminatori meno esperti.

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Il 25 agosto 2016, ore 19, alla sessantesima edizione della Fiera della Fortanina e della Spalla di San Secondo parmense, il giornalista della «Gazzetta di Parma» Sandro Piovani presenterà il volume «Marco Osio, il sindaco» alla presenza dell’ex calciatore del Parma. L’evento è stato inserito anche nel programma della rassegna provinciale «Un Po di Sport».

Una nuova presentazione per l’Alfabetario degli Animali piacentini di Manuela Merli. Oggi martedì 19 luglio, alle ore 19, ai Giardini Margherita di Piacenza, nell’ambito della manifestazione MUSICA AI GIARDINI. Seguirà il concerto di Massimo Garritano (chitarra acustica-bouzuki-elettronica) Alberto La Neve (sax soprano-sax tenore-elettronica). Come accade da ormai diversi anni consecutivi nei martedì di luglio e agosto la rassegna “Musica ai Giardini” propone repertori di musica jazz e musica accademica presso i Giardini Margherita a Piacenza.

9 giorni di pace rubata_ copertina

Di nuovo al Melville, e dove se no, per scoprire il romanzo d’esordio dell’amico Pavic Genovese, architetto e professore univeristario di orgini piacentine ma emigrato in Cina: 9 giorni di pace rubata è il titolo, e questa qui a fianco la bellissima copertina.
Martedì 14 giugno, alle ore 18.

Libro unico e particolare, anomalo e divertentissimo, narra le avventure del magnifico Generale Ottaviano, del suo imbecille nipote Orazio, della loro orrenda governante e della divina Clodette, attraverso l’incontro e la descrizione di una serie di personaggi  assurdi ancorché realissimi nella loro finzione. Il libro si svolge partendo da un luogo indefinito, per passare a una Venezia sospesa nel tempo e nello spazio, per finire a Berlino con una vera e propria epica. L’umorismo surreale, il linguaggio d’altri tempi e una serie di ritratti che rimarranno vividi nella mente del lettore, come reali appaiono i caratteri usciti dal passato ed in stridente contrasto coi “tempi alla moderna” di cui si mostra la follia. Il testo è ricchissimo e cesellato, densissimo di citazioni e riferimenti. Un vero labirinto in cui perdersi e fare sane risate contro l’assurdità della vita.

Pavic Genovese (1968) è architetto, professore, scrittore, viaggiatore e fotografo. È esperto di arte e architettura moderna e contemporanea, sostenibilità ambientale, bionica, relazioni tra matematica avanzata e progettazione, studi di cultura tradizionale dell’Asia. Ha visitato da studioso 25 nazioni del mondo. Vive e lavora in Cina dove è professore ordinario di architettura presso la Tianjin University. Ha pubblicato nove libri dedicati all’architettura e all’arte e oltre seicento articoli accademici.

Sabato 4 giugno abbiamo presentato al Caffè Letterario Melville di San Nicolò il nuovo volume Alfabetario degli animali piacentini di Manuela Merli, in tutte le edicole e librerie della città e della provincia. Martedì 6 giugno il bis, presso la Biblioteca di Gragnano Trebbiense, davanti a un numeroso pubblico!

Presentazione_Alfa

Piacenza: quale è l’emblema della città nello stemma e nel mondo? Una Lupa.
La piazza principale? Quella dei Cavalli.
I tre Dop? I derivati del Maiale.
Quante località al mondo vantano di aver dato il nome a un intero tempo geologico? Grazie alle Balene, abbiamo il Piacenziano.
Da noi un Cane ha salvato la vita a un santo, e una Colomba ha ispirato la costruzione di un’abbazia.
Sono soltanto alcuni degli animali che tra lo storico, l’artistico, il culinario e il mitologico hanno segnato nel profondo Piacenza, la sua gente e il suo costume. Non si contano le sagre celebrate in nome di qualche bestiola; innumerevoli i detti, i proverbi e le curiosità che li vedono protagonisti, esercizi commerciali che a qualche animale hanno affidato la ragione sociale e la popolarità sul territorio.
A come Animali dunque, in rigoroso ordine alfabetico, nel primo Alfabetario degli Animali Piacentini: passando da quadrupedi a volatili, da mammiferi a insetti, saranno elencati elefanti, galletti, gatti, cani, merli e merluzzi, orsi, draghi, cinghiali, gufi, vermi, persino iguane.
Per convincerci una volta per tutte che Piacenza è davvero città di bestie variegate.

Conto alla rovescia per la presentazione ufficiale del libro “Marco Osio, il Sindaco“, che si svolgerà a Parma alla libreria Mondadori del Centro Torri il giorno venerdì 3 giugno (ore 18.30), alla presenza di Marco Osio, dell’autore Emanuele Giulianelli e del giornalista Sandro Piovani, che coordina. Ci sarà tuttavia un’anteprima con un’ospitata dello stesso Marco Osio il lunedì 30 maggio al Nuovo Teatro di Soragna (via Garibaldi n. 52), ore 21, in occasione della presentazione di “999. Le storie vere dei campioni mancati” di Paolo Amir Tabloni.

Queste due date qualche giorno dopo il brindisi beneagurante al Salone del Libro di Torino, alla presenza di alcuni amici, tra i quali Comi del Torino.
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Domenica 22 maggio la nostra Spoon River piacentina, L’antologia del fiume Po, è stata ospite del centro civico di Vigolzone, nell’ambito della rassegna gli Aperilibri e contestualmente alla chiusura della mostra “ENERGIA VITALE. Alla perenne ricerca di me stessa” di Donatella Borsotti organizzata dall’Associazione Culturale Cantiere 21 Arti contemporanee.
Erano presenti gli autori Paola Cerri, Barbara Tagliaferri, Piera Marchioni, Chiara Ferrari, Emanuela Albanese e Ottavio Torresendi.

Venerdì 20 maggio saremo ospiti di EATALY Piacenza, con il nostro Inferno (pare infatti che il girone dei golosi sia proprio ambientato lì). A partire dalle ore 18, con i curatori Gabriele Dadati e Giovanni Battista Menzani. A seguire, un aperitivo goloso con i prodotti selezionati da EATALY.

Ancora due presentazioni per le nostre fantastiche Razdore, alla presenza dell’autrice Chiara Ferrari: giovedì 19 (ore 21) alla Biblioteca di Gragnano Trebbiense, venerdì 20 (ore 21) alla Biblioteca di Pianello val Tidone.

Vi aspettiamo al Salone del Libro di Torino con i nostri libri!
Saremo ospiti dello stand UNICOPLI.
Venerdì 13 maggio, alle ore 18, faremo un brindisi per l’anteprima della biografia Marco Osio, il sindaco.
Saranno presenti, oltre a Marco, l’autore, il giornalista Emanuele Giulianelli, e alcune vecchie glorie del Toro!

E’ in tutte le librerie e nelle edicole piacentine il nostro nuovo Pescegatto!
L’Alfabetario degli animali piacentini di Manuela Merli.

Piacenza: quale è l’emblema della città nello stemma e nel mondo? Una Lupa. La piazza principale?Quella dei Cavalli. I tre Dop? I derivati del Maiale. Quante località al mondo vantano di aver dato il nome a un intero tempo geologico? Grazie alle Balene, abbiamo il Piacenziano. Da noi un Cane ha salvato la vita a un santo, e una Colomba ha ispirato la costruzione di un’abbazia.
Sono soltanto alcuni degli animali che tra lo storico, l’artistico, il culinario e il mitologico hanno segnato nel profondo Piacenza, la sua gente e il suo costume. Non si contano le sagre celebrate in nome di qualche bestiola; innumerevoli i detti, i proverbi e le curiosità che li vedono protagonisti, esercizi commerciali che a qualche animale hanno affidato la ragione sociale e la popolarità sul territorio. A come Animali dunque, in rigoroso ordine alfabetico, nel primo Alfabetario degli Animali Piacentini: passando da quadrupedi a volatili, da mammiferi a insetti, saranno elencati elefanti, galletti, gatti, cani, merli e merluzzi, orsi, draghi, cinghiali, gufi, vermi, persino iguane.
Per convincerci una volta per tutte che Piacenza è davvero città di bestie variegate.

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Ecco il calendario delle nostre prossime presentazioni:

*25 marzo, ore 17.00:  Le ricette delle razdore piacentine, di Chiara Ferrari, alla Biblioteca Passerini Landi di Piacenza, nell’ambito della rassegna “Calliope”, dedicata all’universo femminile, arrivata alla terza edizione. Quest’anno Ambrosia, omaggio all’arte culinaria.
*06 aprile, ore 21.00:  Piacenza Misteriosa, a cura di Paola Cerri, Gabriele Dadati e Barbara Tagliaferri, al circolo Chez Art di Piacenza.
*06 aprile, ore 21.00:  presentazione ufficiale di Rammento i bei giorni trascorsi di Gianluca Misso, presso la Cappella Ducale di Palazzo Farnese, Piacenza.
*28 aprile, ore 21.00:  Inferno, la Divina Commedia arriva anche a Piacenza, a cura di Gabriele Dadati e Giovanni Battista Menzani, al circolo Maria Luigia di Pittolo.
*16 aprile, ore 18.00:  ancora Le ricette delle razdore piacentine, questa volta a Mantova c/o Libreria Di Pellegrini

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Grande partecipazione ieri martedì 1 marzo per la presentazione del volume “Il Parma di Scala. La cronaca di un sogno”, edito da Officine Gutenberg e scritto dai giornalisti Mattia Fontana e Guglielmo Trupo. Ospiti del Parma Calcio 1913, nella sala stampa dello stadio Ennio Tardini, sono intervenuti gli autori e inoltre il giornalista Sandro Piovani, il presidente Nevio Scala, il capo dell’area tecnica Lorenzo Minotti, l’allenatore della prima squadra Luigi Apolloni e il responsabile del Settore Giovanile Fausto Pizzi, tutti protagonisti di quell’avventura tra l’estate del 1989 e la primavera del 1996, che portò la promozione in Serie A, la qualificazione in Coppa Uefa e quattro Coppe vinte (Coppa Italia, Coppa delle Coppe, Supercoppa Europea e Coppa Uefa).

Scala, allora, era l’artefice come mister in panchina. Apolloni, Minotti e Pizzi erano i suoi giocatori.
Alla presentazione sono intervenuti anche Alessandro Melli, centravanti di quella squadra, e Fulvio Ceresini, figlio del compianto presidentissimo Ernesto, che ne fu presidente, vice presidente e dirigente.

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Ancora una presentazione per il nostro longseller. Le Razdore piacentine Enza e Annamaria – oltre naturalmente alle autrici Chiara Ferrari e Betti Sfarra – saranno ospiti da Feltrinelli di Piacenza, in piazza Cavalli, domenica 6 marzo alle ore 17.30.

Dopo il grande successo della serata tra le Fornelle dedicata a “Piacenza Misteriosa“, è la volta di “Inferno. La Divina Commedia arriva anche a Piacenza“, che è di scena alla Biblioteca comunale di Gropparello sabato 27 febbraio, ore 17.30. Veniteci a trovare!

Una nuova collana arricchisce l’offerta di Officine Gutenberg: si tratta degli Elefanti, libri dedicati alla storia e alla memoria del nostro territorio. Addirittura

elenerotre le uscite a fine 2015.

La prima è “Chissà quando finirà questa guerra. Lettere di Piacentini al fronte” di Alberto Frattola e Monica Massari, seconda edizione ampliata.
Le due guerre mondiali, che hanno tormentato e insanguinato il Novecento, continuano a produrre immagini, ricordi, documenti, come forse nessun altro avvenimento dopo le guerre napoleoniche.
Ognuna di queste guerre, per quanto già ampiamente analizzata e indagata sotto il profilo politico-militare dalla migliore storiografia, cela ancora in sé migliaia di tasselli individuali: piccole storie di uomini, partiti dai luoghi più disparati d’Italia, diretti verso fronti lontani e sconosciuti, quasi sempre inconsapevoli della brutale quotidianità dei conflitti. Il lungo periodo che ormai ci separa dalle guerre del secolo scorso ha purtroppo, per ragioni anagrafiche, ridotto al silenzio quasi tutte queste voci. Eppure esse continuano a parlarci. Sono le lettere o le istantanee che i soldati inviarono a casa che ci consentono un dialogo a distanza.
Monica Massari, laureata in lettere all’Università di Milano, e Alberto Frattola, laureato in scienze politiche all’Università di Pavia, hanno a lungo collaborato con la rivista Studi Piacentini, con saggi sul CLN Provinciale, sulle amministrazioni locali nel dopoguerra, sull’associazionismo cattolico e sugli epistolari di guerra. Recentemente hanno partecipato alla realizzazione del volume “Storia della Diocesi di Piacenza – L’età contemporanea”, ed. Morcelliana.

La seconda è “Rammento i bei giorni trascorsi. I ragazzi sarmatesi alla Guerra del 1915-1918“, a cura di Gianluca Misso, con prefazione di Anna Riva. Il volume è stato realizzato con l’insegnante e gli alunni della classe II della Scuola Secondaria di I grado di Sarmato (anno scolastico 2010-11).

L’ultima uscita della serie è “Castelsangiovanni 1945” di Paolo Brega e Luca Cattanei, con il contributo di BCC  e la collaborazione della Libreria Puma di Castelsangiovanni.
Questo è il prologo:

31 dicembre 1944:  La trentunenne Tina Pesaro muore nel campo di concentramento di Landsberg (distaccamento di Dachau) dove era stata deportata in quanto appartenente alla razza ebraica. La notizia ufficiale arriverà ai familiari qualche anno dopo in un rapporto della Croce Rossa Internazionale. Tutta la famiglia Pesaro era stata duramente perseguitata per effetto delle leggi razziali, con la privazione dei diritti civili e l’espropriazione dei beni (fra i quali i due maglifici di Castel San Giovanni e Borgonovo). Nel dicembre 1943, Tina Pesaro si era consegnata alla Polizia per far liberare la madre Bice Calabresi, mentre i fratelli (Emilio, Carlo, Ida, Bruna e Franco) erano riusciti a fuggire in Svizzera. Detenuta prima a Piacenza e poi a Fossoli venne quindi tradotta ad Auschwitz dove era stata vista per l’ultima volta da conoscenti molto debilitata e malata di tifo petecchiale. All’inizio del 1944 era morta anche Enrica Calabresi, zia di Tina Pesaro, docente di zoologia sospesa in base ai provvedimenti antisemiti e detenuta nel carcere di Firenze, dove si era tolta la vita per sottrarsi alla deportazione.
Gli ultimi mesi del 1944 hanno fatto registrare un elevato numero di vittime della guerra civile a Castel San Giovanni. Sei sono i partigiani uccisi dai fascisti in circostanze diverse: Carlo Grazioli, fucilato e giustiziato in piazza XX Settembre; Giuseppe Albanesi “Bruno”, fucilato e gettato nelle acque del Po; Pierino Verani, di 18 anni, caduto in un’imboscata vicino a Morfasso; Celso Civardi “Cinelu”, torturato e gettato nel pozzo del castello di Cigognola;  Giuseppe Soressi “Pino”, ucciso al Molino di Rovescala; Pierluigi Lazzetti “Carnera”, fratello del “Ballonaio”, catturato a Rivergaro, incarcerato e poi ucciso. Nella parte fascista, il comandante di presidio della Brigata Nera “Pippo Astorri” Angelo Montesissa è ucciso assieme allo squadrista Gianni Pettenati in un conflitto a fuoco con i partigiani nel pressi di Ganaghello. Alcuni civili sono uccisi per rappresaglia: i tedeschi giustiziano i contadini Daniele e Francesco Francia (padre e figlio) mentre lavoravano in un campo nei pressi di Bardoneggia e con loro il modenese Adelmo Rossetti che si trovava lì per caso, mentre i fascisti provocano la morte di Cesira Bonelli a Fornaci di Ganaghello e di Enrico Bergonzi a Zavattarello. Numerose anche le vittime delle incursioni aeree Alleate: all’inizio di settembre quattro persone muoiono a seguito di un mitragliamento aerea nella zona di via Malvicino, a fine ottobre quindici morti e numerosi feriti sono il bilancio del bombardamento di un treno in sosta nella stazione castellana, mentre un mese dopo, sempre nei pressi della linea ferroviaria, un nuovo bombardamento provoca la morte di otto civili e fra questi del bambino Carletto Brega di 10 anni.

Il nuovo arrivato è il mitico “Gramloni. Da Adami a Rizzitelli, da Tentoni a Gervasoni“. Le storie dei bidoni che (non) hanno fatto la storia del Piacenza Calcio nell’epoca moderna”.

gramloni_copertina 500pxLo presentiamo sabato 19 dicembre al Temple Bar di Piacenza, ore 18, alla presenza del curatore Paolo Menzani e dei giornalisti autori dei testi: Andrea Amorini, Andrea Dossena, Filippo Merli, Marcello Astorri, Alessandro Battini. Modera l’incontro Alessandro Biolchi, volto noto di Sky e autore della postfazione. Prefazione di Fulvio Zara, autore di “Bidoni”. E’ in arrivo in libreria e in edicola “Gramloni”, una divertente e struggente galleria dei peggiori giocatori dell’epoca moderna del Piacenza Calcio, l’era Garilli. Cinquanta cacciaviti DOC, scelti con nostalgia, amore per i colori biancorossi e una certa dose di arbitrarietà, al termine di lunghe discussioni alcoliche, ricche di racconti e aneddoti esilaranti da un gruppo di giornalisti sportivi piacentini, riuniti nel ricordo di Gianluca Perdoni.

 

Andrea Tentoni – Che l’Italia sia il paese dei mille campanili non ci sono dubbi. Ma che questi mille campanili diventano più robusti e fortificati nel mondo del football abbiamo solo certezze. Gli esempi possono essere infiniti, ma stando ovviamente al nostro piccolo orticello, che poi è quello che ci interessa, non possiamo che riferirci alla rivalità tra Cremona e Piacenza. La vera e unica rivalità che il tifoso biancorosso sente e che per anni è stata anche silenziosa invidia per quanto i grigiorossi targati Luzzara mostravano in giro per l’Italia, periodo superato abbondantemente (tiè) dalla successiva “epopea Garilliana”. In quei tempi pensare a operazioni di mercato tra le due realtà era più complesso che riuscire a mettere al tavolo le due Coree. Eppure Giampiero Marchetti, l’uomo che non prendeva gli stranieri perché aveva il terrore a salire in aereo, provò a sfatare questo tabù e nel giugno del ‘96 acquistò Andrea Tentoni dalla retrocessa Cremonese. Tentoni non era un giocatore qualunque, era il protagonista principe con 2 reti di un indigesto 4 a 0 per i grigiorossi. Insomma un giocatore inviso ai tifosi ma anche un giocatore che nei suoi primi anni di Cremonese aveva mostrato qualità importanti che avevano spinto qualcuno a paragonarlo perfino a Van Basten (scusali Marco, si saranno mai pentiti?). In vero, in comune avevano solo la velocità e l’altezza, per il resto Tentoni era considerato un giocatore decisivo per quelle squadre provinciali che dovevano offendere soprattutto in contropiede. La scelta di Marchetti, dubbioso e assorto più del solito nelle sue segreti stanze in sede, non fu semplice anche perché il giocatore nella stagione precedente aveva dimostrato di essere in calo. Colpa della varicella? Può essere, visto che la malattia lo tenne in naftalina per diversi mesi, ma il suo atletismo sembrava essere in calo. Eppure alla fine il DS decise che la scommessa si poteva vincere. Al raduno venne presentato ai tifosi che mugugnavano per il suo passato cremonese. Tentoni alla fine della giornata chiese di parlare con alcuni tifosi e nacque una santa alleanza per il bene del Piace. Ma il bene del Piace non è questo Tentoni. In ritiro le sue prove atletiche sono distanti anni luce da quelle che erano a Cremona. Senza motivo apparente visto che le visite mediche avevano dato l’ok. In campo si muove 2 marce in meno del suo solito e di colpo diventa un giocatore che non ha mezzi per stare nel campionato – allora – più bello del mondo. All’inizio parte spesso titolare, poi Mutti capisce che Luiso è quello che può salvare la stagione. Dalle sigillate stanze del Garilli, una voce, che confermerebbe perfettamente perché la gradinata (culla di tanti azzeccati soprannomi) lo definisce il Rigido, si fa strada: Tentoni soffre di un problema all’anca che ne riduce la mobilità, voce mai ufficializzata ma data per certa da quelli del “muro del pianto”, luogosimbolo di quei tifosi biancorossi che sanno tutto di tutti. Di lui si ricorderà solo un gol, casuale ma fondamentale. A Bologna il minuto è l’89esimo e il Piacenza è sotto di una rete e di un uomo. Il cross di Piovani è perfettoper chi è bravo di testa o chi ha in quel momento grande fortuna. Ecco, Tentoni fa parte della seconda categoria. Il centravanti si tuffa e colpisce il pallone prima con la testa e poi con la spalla. Ne esce una palombella che inganna il portiere e permette al Piacenza di trovare un pari fondamentale. Già, perché quel punto permetteràal Piace di andare allo spareggio e conquistarsi la salvezza. Ma Tentoni il rigido a Piacenza balla solo una stagione perché Marchetti, che puoi fregare una sola volta, alla fine della stagione con grande maestria se ne libera accasandolo al Chievo.

Mercoledì 16 dicembre (ore 18.30) le Razdore piacentine sbarcano a Eataly Piacenza! Non mancate.

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La Divina Commedia sbarca a Piacenza!

E’ in tutte le librerie della città il consueto “Pescegatto” natalizio.
Questa volta è addirittura il sommo poeta a farne le spese…
Ventuno autori riscrivono altrettanti gironi dell’inferno – ci sono i golosi, i ladri, i lussuriosi, ma anche i barattieri e gli ignavi, cercateli su wikipedia – ognuno con il proprio stile e la propria metrica.
Come sempre curato da Gabriele Dadati e Giovanni Battista Menzani, il volume ospita i testi di Emanuela Albanese, Marina Bacchiani, Brunello Buonocore, Paola Cerri, Pietro Chiappelloni, Melania Dadati, Chiara Ferrari, Marco Ferrari, Domenico Ferrari Cesena, Francesco Ferri, Filippo Fornari, Nicoletta Livelli, Cristina Longinotti, Piera Marchioni, Marco Murgia, Arianna Seminara, Claudio Sesenna, Barbara Tagliaferri, Ottavio Torresendi.

Questa è la storia di un uomo che sta per morire, ma che non è ancora morto. Lo farà domani. Forse di mattina, forse di pomeriggio. Non importa. Importa che adesso si è addormentato per l’ultima volta e il sogno che sta per fare è decisivo. Di cosa si tratta? Perché il sogno in corso è così importante? Quest’uomo – un piacentino non giovane ma neppure troppo vecchio, non alto né basso: insomma, qualunque – è un peccatore mediocre, che ha fatto di tutto un po’. Come in genere capita a ognuno di noi. Per questo nell’ultima notte che passa al mondo prende il nome di Peccatore e viene accompagnato da un Agente (immobiliare) infernale attraverso tutti quanti i gironi possibili e immaginabili. Perché possa scegliere. È stato un po’ ignavo e un po’ truffatore, un po’ goloso e un po’ lussurioso, un po’ violento e un po’ pavido. Sempre privo di grandezza, però. Così ha la possibilità di dirlo: in che peccato si identifica di più? Dove vuole passare la sua eternità di pena? Inizia il viaggio attraverso una Piacenza infernale, uguale a quella che tutti i giorni sta tra Lombardia ed Emilia, tra pianura e fiume, tra nebbia e zanzare a seconda del periodo dell’anno. Il Peccatore, condotto dell’Agente (un tipo sicuro di sè, con le scarpe di vernice a punta e i capelli impomatati), la percorre in ogni suo luogo, perché questo è il destino dei dannati: traslocare in un oltremondo che è uguale a questo qua, ma pieno di pene. Il mondo dei vivi, di suo, è pieno di pena. Quello dei morti le moltiplica. Dove andrà a posarsi il nostro Peccatore? E nel mentre il viaggio avviene, riconosciamo tanti volti famigliari. Perché prudenza vorrebbe di seguire l’adagio: si dice il peccato, ma non il peccatore. Solo che quando si racconta, be’, non si può fare a meno di mostrare quello che cade sotto gli occhi. Non c’è modo di essere prudenti. In queste pagine ci sono tutti – o quasi – i piacentini, illustri e non, che si sono macchiati di peccati più o meno gravi (ai nostri occhi di contemporanei laici e secolarizzati), tanto da venir condannati a patire le pene dell’inferno da qui all’eternità. C’è il portiere di notte di un lussuoso condominio di via Veneto che rubava i libri che arrivavano per posta ai condòmini, che tanto quelli non li leggevano mai. Ci sono i due tizi che falsificavano le opere dei pittori Osvaldo Bot e Luciano Ricchetti. C’è Cristoforo Colombo: che sì, l’abbiamo detto e ridetto, era piacentino, e su questo non ci piove. Ci sono giornalisti, funzionari pubblici, ristoratori, commercianti… Ognuno ha fatto la sua. E ognuno ha avuto quel che si meritava. Caro lettore, c’è poi un’altra cosa da dire: lo vedi il pigiama di flanella che ha indosso il Peccatore? Che te ne pare dell’espressione di smarrimento che ha dipinta sul volto? Ecco, be’, quel pigiama assomiglia in maniera incredibile a quello che hai anche tu in fondo all’armadio e che usi il meno possibile. L’espressione di smarrimento è la stessa che faresti tu se ti trovassi in quel tipo di situazione. Capito dove sta l’inghippo? (Cara lettrice, non sentirti esentata. Il protagonista di questo libro è un maschio per pure ragioni grammaticali. Ma questo non ti esime: anche tu sei il Peccatore.)
Questa è la storia di un uomo che sta per morire, ma che non è ancora morto. Non importa sapere se morirà domani o tra cinquant’anni. Perché questa storia, caro lettore, cara lettrice, è la tua. Come è la mia, la sua, quella di ognuno.
Leggi con grande attenzione. Quando verrà il momento, ti sarai già fatto un’idea su cosa scegliere.

Venerdì 11 dicembre presso la sala consiliare del comune di Gragnano Trebbiense si è tenuta la presentazione della seconda edizione ampliata del libro “Chissà quando finirà questa guerra – lettere di piacentini al fronte” di Alberto Frattola e Monica Massari, pubblicato da Edizioni Officine Gutenberg. Con questa nuova edizione gli autori vogliono ricordare il centesimo anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia nel 1915. A distanza di un secolo, la memoria dell’evento ha infatti definitivamente perso il contributo ? dell’oralità dei protagonisti e non può che demandare alla sola parola scritta il compito di raccontare gli avvenimenti della Grande Guerra. Gli epistolari dal fronte possono, più di altre forme di comunicazione, assolvere a questo prezioso compito perché costituiscono una sorta di dialogo, rallentato sì dalla distanza spaziale tra mittente e destinatario, ma che conserva tutta la vivacità e l’immediatezza dell’oralità, di fatto solo mediata da una scrittura che di essa conserva i tratti fondamentali.

E’ in libreria la nostra favola di Natale!

“Pufulet” è un racconto di Maria Grazia Giordano, illustrato da Gaia Foppiani.
Vi siete mai chiesti come Santa Lucia abbia incontrato il tenero asinello che ogni anno l’accompagna a distribuire i regali a tutti i bimbi buoni della terra?
Questa bellissima fiaba vi racconta la storia di Pufulet, un asinello molto speciale che visse con Gesù bambino e che diventò il piccolo e prezioso aiutante di Santa Lucia nella notte più magica dell’anno.
Lo presentiamo giovedì 3 dicembre al Caffè Letterario Melville di San Nicolò.

Ecco i calendari 2016 di OFFICINE GUTENBERG!

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Giovedì 19 novembre al Caffè Letterario Melville di San Nicolò (Piacenza) abbiamo svelato le nuove Guide Instant. La val Trebbia e la val Tidone inaugurano una nuova collana di guide turistiche di Officine Gutenberg – Le guide instant – nate dalla collaborazione con la community di Instagramers Piacenza, che ha fornito una serie di scatti inconsueti riprendendo il nostro territorio da nuovi punti di vista. Si tratta di guide snelle e veloci che suggeriscono itinerari alternativi lungo la “bassa” e le valli dell’Appennino, e percorrono strade secondarie alla scoperta di paesaggi straordinari e spesso incontaminati, di arte e storia millenaria, delle tradizioni e delle eccellenze enogastronomiche.

Presto in edicola e in libreria le guide della città di Piacenza e delle valli dell’Arda e del Nure.

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Arriva anche la ristampa di Piacenza Misteriosa!

A questo proposito, le Edizioni Officine Gutenberg e la redazione di Piacenza Sera vogliono precisare che il racconto Il pozzo dei coltelli, incluso nel volume Piacenza Misteriosa, è tratto da un articolo del signor Luciano Garbi pubblicato sul sito Piacenza Antica. L’editore si scusa con il signor Garbi e con i lettori per la mancata attribuzione, dovuta a una svista editoriale, che sarà corretta nelle prossime edizioni.

E’ arrivata la prima ristampa de Le ricette delle razdore piacentine!
La prima tiratura è andata esaurita in poco più di un mese, grazie davvero a tutti.

Ancora una doppia presentazione per le Officine Gutenberg:
martedì 17 novembre alle 17.30 a Eataly Piacenza è di scena il catalogo di Artesfera, A tavola con gli artisti.
Alle 20.00 presso la prestigiosa Accademia della Cucina piacentina di nuovo Le ricette delle razdore piacentine, alla presenza di Chiara Ferrari e di Betti Sfarra, autrice dei ritratti fotografici. Con l’occasione, il pubblico potrà degustare alcune delle ricette grazie alla rilettura dei cuochi gentlemen.

Venerdì 30 ottobre, alle ore 21, Le ricette delle razdore piacentine terranno banco all’Osteria del Sole di Travo (Pc), quale migliore occasione per ascoltare delle belle storie di vita reale e assaggiare la bortolina o il dolce di Elena? Sarà presente l’autrice, Chiara Ferrari.

Le ricette delle razdore piacentine verrà svelato ufficialmente venerdì 25 settembre a Expo! 

Dopo tanta attesa, ecco finalmente il magnifico libro delle RAZDORE PIACENTINE!

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“LE RICETTE DELLE RAZDORE PIACENTINE”, di Chiara Ferrari e con le fotografie di Elisabetta Sfarra, sarà in libreria a Piacenza a partire da lunedì 28 settembre 2015.
Successivamente verrà distribuito nelle edicole e fuori città.

Dalla prefazione di Nicoletta Livelli:

Questo non è il solito libro di ricette.
Qui non troverete indicazioni su come fare la pasta frolla o su come ottenere la perfetta montatura a neve degli albumi perché, come vi direbbero le nostre Razdore, “quelle cose lì le sanno fare anche i gatti”.
Ma chi è una Razdora?
Secondo la tradizione popolare era la donna che gestiva la casa e le risorse economiche di una famiglia che ormai non esiste più: povera, numerosa (oggi diremmo “allargata”), per lo più contadina. Molte bocche da sfamare ogni giorno e poche risorse per farlo, il ruolo della Razdora non era facile. Ma lei sapeva come dirigere la vita domestica, e lo faceva col piglio del direttore d’orchestra, mattarello o mestolo al posto della bacchetta e una scusala come abito d’ordinanza. Le Razdore sono sopravvissute alla guerra, alla miseria e al tragico avvento delle planetarie e delle piastre a induzione, oggetti che mai entreranno nelle loro cucine. Per essere Razdora doc non servono orpelli. Ci vuole grande talento culinario, e soprattutto dedizione, energia, intelligenza e carattere.
E di carattere le ventiquattro Razdore doc che Chiara Ferrari ha intervistato per questo libro ne hanno da vendere. Tanto da aver modificato il progetto dell’autrice in itinere: da libro di ricette è diventato un bellissimo libro di storie.
Perché mentre illustrano le loro ricette preferite, le Razdore raccontano la loro vita e il legame indissolubile con la cucina. Sono storie incredibili e inaspettate di donne in anticipo sui tempi, donne che hanno inventato la cucina fusion, il catering, lo chef a domicilio e l’impiattamento coreografico molto prima che queste cose diventassero di moda. Sono storie di ricettari di famiglia custoditi come preziosi cimeli, tramandati di generazione in generazione; storie di Trattorie rese celebri dai piatti creati dalle nostre Razdore e diventati leggendari.
Le ricette ci sono, non preoccupatevi, e sono tante, golose, invitanti, tradizionali ma originali (con la preziosa supervisione dello Chef Stefano Ferri de “LA COLONNA” di San Nicolò), perché se c’è una cosa che non manca alle Razdore è la creatività.
Queste signore hanno un vero e proprio tocco magico in cucina ed eseguire una loro ricetta non è un lavoro per cuochi dilettanti, di questo il lettore deve farsene una ragione sin da ora: una Razdora dosa gli ingredienti ad occhio e quello o ce l’hai o pazienza, e neppure fornisce indicazioni dettagliate in merito all’esecuzione del suo piatto.
Queste banalità le lasciamo ai classici libri di cucina… guardate pure nello scaffale accanto.
Se invece vi sentite in vena di qualcosa di veramente originale, beh, avete in mano il libro giusto.
Benvenuti nel mondo delle Razdore piacentine!

 “Era il nostro mangiare, né mardei e mardon c’as veda incö in television”, protesta la Carla. “In televisione ci sono un sacco di programmi di cucina, ma ti fanno dei piattini microscopici. Mangia nustran, fat una bella pastasütta!” (citazione di una razdora…)

 Da venerdì 18 a domenica 20 settembre 2015 saremo ospiti con i nostri libri alla 21esima edizione di TENDENZE, il tradizionale appuntamento con le bands del circuito rock piacentino. Dalle ore 18 alle ore 23 a SPAZIO4, in via Manzoni (angolo via Millo e via Colombo).

Veniteci a trovare!

Che soddisfazione vedere la nostra graffetta “Dolcemente abili” sul Corriere della Sera!

“Dolcemente abili”: le ricette dei disabili de “La Girandola” in un libro presentato a Eataly

Ancora una presentazione per i venerdì piacentini: il 10 luglio da Bookbank è il turno dell’Antologia del Fiume Po (ore 21). E la sera prima, saremo a Travo (ore 21)!

Tendenze-30-I16713-piacenzaPer i venerdì piacentini, il 26 giugno (ore 21.30) alla Libreria Feltrinelli di Piacenza, la presentazione del volume Camminate Piacentine Vol. 3, presenta la giornalista Paola Pinotti. Sarà presente l’autore Achille Menzani.
Venite a scoprire le bellezze dell’Appennino!

Oggi 19 giugno alle 18 alla Galleria Biffi di Piacenza l’inaugurazione della Mostra “A tavola con gli artisti”. Officine Gutenberg ha stampato il catalogo dell’esposizione, con la curatela di Franca Puppo e Tommaso Ferrari.

Sarà presentata il 3 giugno alle 17,30 a Eataly della Cavallerizza (a Piacenza) la Graffetta “Dolcemente Abili” che contiene le ricette dolci del laboratorio di cucina del Cento Socio Riabilitativo Diurno “La Girandola” gestito dalla cooperativa Coopselios. Interverranno operatori e ospiti del centro. A seguire un piccolo buffet.

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Dopo tanta attesa, arrivano in libreria – dopo l’anteprima al Salone del Libro di Torino – le prime due Salamandre, la nostra collana di narrativa italiana: “Ascoltozero” di T. Aletti e “Il sangue nero degli zingari” di Gianluca Grossi.

Quest’ultimo è un giornalista, scrittore e cantautore di Agrate Brianza, e ha realizzato i saggi “La musica dell’Assenza” (Arcana,
2012) e “Guida alla musica francese” (Odoya, 2014), oltre al romanzo
“Laila” (Il Rio, 2014). Suoi scritti di narrativa e poesia sono stati pubblicati su varie riviste letterarie fra cui Inchiostro, Writers Magazine, Nugae, Prospektiva, Poesia, ottenendo diversi riconoscimenti. Il suo sito è: www.gianlucagrossi.net

Aprendo la porta del camper, il dodicenne Radu capisce che la sua infanzia è finita per sempre. Davanti a lui giace il corpo senza vita della madre, riverso in una pozza di sangue. Assassinata. A dipanare il mistero che avvolge il delitto verranno in suo soccorso l’amica di sempre Yasmina, una sinti come lui, pronta ad aiutarlo e a proteggerlo, e una coppia di improbabili adulti, dalla vita complicata ma dal cuore tenero: Teschio e Benzina. Insieme indagheranno muovendosi in una periferia degradata tra fabbriche in disuso, canali artificiali e sette segrete, per le quali il loro sangue ha il nero colore delle tenebre. Una straordinaria storia di amicizia che è anche un atto di accusa dell’indifferenza che regna intorno alla folta comunità rom del nostro paese.

T. Aletti è invece lo pseudonimo di uno stimato professionista emiliano, e “Ascoltozero” è il romanzo di una vita.

Ci sono romanzi sull’alienazione, sulla gelosia, sulla brama di potere, sull’ineluttabilità del fato e via elencando; qualcuno perfino sull’amore. “Ascoltozero” è un romanzo sull’informazione. Se non fosse perché la forma del giallo è solo un pretesto, si potrebbe dire che si tratta di un giallo, modesto e all’antica. Giallo perché segue il dipanarsi di un’indagine volta a far luce su un assassinio: la narrazione procede attraverso l’alternarsi, in prima persona, di cinque testimoni. Modesto perché non contempla criminali organizzazioni segrete in lotta per conseguire il dominio del pianeta. All’antica perché non contempla avventure mirabolanti o compiaciute efferatezze o scene di sesso in quadricromia: l’assenza di tutti gli ingredienti del ben confezionato best seller risulta insomma attentamente dosata.

Nei prossimi giorni in libreria!

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E’ stato presentato al Teatro Comunale dei Filodrammatici di Piacenza il film “Paolo Resmini, architetto e designer” con la regia di Tommaso Ferrari. Il film è prodotto da Officine Gutenberg e Cravedi Produzioni Immagini, con il contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Paolo Resmini è stato un architetto piacentino che dalla seconda metà del Novecento al 2010, ha progettato case unifamiliari, teatri, centri commerciali, complessi industriali, showroom, in Italia e all’estero e ha disegnato mobili per Thonet, Poltrona Frau, Gufram e altri.
Resmini ha linguaggio personale distante da modi e mode, che arricchisce la storia dell’architettura con un’architettura riconoscibile e riconosciuta a partire dalle straordinarie architetture piacentine.
Il film di Tommaso Ferrari su Paolo Resmini  ripercorre la storia di un architetto e designer  attraverso il contributo di interviste a esperti, a committenti, a collaboratori, completate da disegni originali e fotografie.
Allegato al dvd del film “Paolo Resmini, architetto e designer” c’è un libro curato dall’architetto Giovanni Battista Menzani, con un contributo dell’Ing. Sergio Signorini, che inquadra l’architettura di Resmini nel contesto storico che ha vissuto.
Tommaso Ferrari è stato ideatore della serie tv “Antiche Cascine”per RAI 1 e regista del film “Stefano Bruzzi, un macchiaiolo tra Piacenza e Firenze” prodotto dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano e presentato al Flower Film Festival 2012.

Ecco le fotIMG-20150514-WA0017ografie della presentazione del nuovo Istant book di Officine Guteneberg, “Parma Crac”, a Prima radio, la voce ufficiale del Salone del Libro di Torino 2015. Erano presenti gli autori Silvia Bia, Stefano Cacciani, Raffaele Castagno e Nicolo Fabris, oltre al curatore Marcello Volta.

Con la prefazione di Marco Osio, la postfazione del sindaco di Parma Federico Pizzarotti.
E la bellissima copertina del libro:

 

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Il Salone del Libro di Torino 2015 parlerà anche piacentino. Sono due le case editrici di Piacenza che parteciperanno con i propri volumi e anche attraverso alcune presentazioni pubbliche alla manifestazione libraria più importante d’Italia. Si tratta di Officine Gutenberg e Vicolo del Pavone.

Autori e editori delle due case editrici saranno presenti da giovedì 14 maggio a lunedì 18 maggio all’interno dello stand dell’Alleanza Cooperative Italiane Comunicazione, presso il Padiglione 3 (stand R25). brochure Salone Libro
Officine Gutenberg, pur occupandosi di svariate attività nel campo culturale e della comunicazione, negli ultimi anni ha scelto di percorrere la strada dell’editoria. Lanciando alcune collane di successo e approfondendo diversi temi legati all’attualità, al territorio piacentino e non solo. Al Lingotto presenterà due libri: il primo è L’Antologia del fiume Po. Una Spoon River piacentina con la presenza al Salone di buona parte degli autori e dei curatori Gabriele Dadati e Giovanni Battista Menzani. Il secondo libro è una nuova uscita dedicata al fallimento del Parma Calcio: Parma crac. Dall’Europa League al fallimento in meno di un anno, scritto a quattro mani da Silvia Bia, Stefano Cacciani, Raffaele Castagno e Nicolo Fabris, con la prefazione di Marco Osio, la postfazione del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, a cura di Marcello Volta.

Nel dettaglio le iniziative in programma al Salone: 

– Giovedì 14 alle ore 18.00, presso lo stand di Officine Gutenberg: presentazione di “Parma crac. Dall’Europa League al fallimento in meno di un anno”. Testi di Silvia Bia, Stefano Cacciani, Raffaele Castagno e Nicolo Fabris, prefazione di Marco Osio, postfazione di Federico Pizzarotti, a cura di Marcello Volta. Presenti gli autori e Marco Osio, oltre al curatore Marcello Volta. Alle 19 gli autori saranno poi intervistati dalla radio ufficiale del Salone.

 Sabato 16 maggio alle ore 18.00, lo stand di Officine Gutenberg: presentazione di “L’Antologia del fiume Po. Una Spoon River piacentina” alla presenza di una buona parte degli autori oltre ai curatori Gabriele Dadati e Giovanni Battista Menzani.

OFFICINE G - PARMA Crac

OFFICINE G - Antologia del fiume Po

Le mani che affondano nella pasta morbida che si lascia plasmare, l’odore intenso della cannella o il tepore sprigionato da un muffin appena sfornato. E naturalmente il gusto appagante e dolce di una torta che si sbriciola sotto ai vostri denti. Realizzare dolci è più che mai un’esperienza di sensi. Anche per i ragazzi disabili che frequentano il Centro Socio Riabilitativo Diurno “La Girandola” di Piacenza è stato così, grazie al laboratorio di cucina che un gruppo di operatori della cooperativa Coopselios ha deciso di proporre nei mesi passati. Un’esperienza sensoriale che meritava di essere raccontata. Per questo è nata la nuova Graffetta “Dolcemente Abili: raccogliere le ricette dei dolci prelibati sfornati dal laboratorio e provare a diffondere almeno un po’ della dedizione e dell’amore riposto nella loro realizzazione. Nelle pagine del nuovo libretto edito da Officine Gutenberg, troverete così tutti gli ingredienti e le modalità per riprodurre i dolci del laboratorio “La Girandola”, illustrati a matita dal tratto di Margherita Soressi.

La storia recente del calcio parmigiano arriva in libreria con un volume che ripercorre gli 11 mesi che sconvolsero la società crociata: Parma Crac, dall’Europa League al fallimento in meno di un anno“.

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L’istant book in corso di stampa presso è a cura di Marcello Volta, con testi di Silvia Bia, Stefano Cacciani, Raffaele Castagno, Nicolò Fabris. La prefazione è di Marco Osio. Postfazione del sindaco di Parma, Federico Pizzarotti.

Il nostro autore Ottavio Torresendi è stato ospite della rubrica Poetry Break di Radio Sound per leggere la sua bellissima lirica, contenuta nel volume L’Antologia del fiume Po – Una Spoon River piacentina, a cura di Gabriele Dadati e Giovanni Battista Menzani. Le vicende narrate in poesia da Ottavio si richiamano alle memorie forti e vive di suo padre partigiano e ai suoi, nel segno di una memoria che non deve essere mai archiviata. Chiara e forte la voce del poeta che ,celebrando le vicende di quasi un secolo fa, si commuove e le rende attuali, vivide, veicolando parole appassionate che sanno di rivincita e di libertà.

Ecco di seguito i versi, che nella puntata Ottavio ha fatto precedere e seguire da un breve canto, sommesso, di “O Bella Ciao”, davvero intenso. Sembra di essere davvero trasportati in quelle campagne, in quella realtà disperata ma anche piena di sogni. Una campagna dove Ottavio ha immaginato un personaggio molto poetico inventati dall’autore protagonista di una storia di guerra e di amicizia, “Saetta”.

Gherardo Rinaldi, studente e partigiano, detto “Saetta”

Avevamo un sogno, io e il mio amico Leandro
Scendere il Po fino alla foce
Arrivati all’età in cui hai abbastanza incoscienza e coraggio volevamo farlo.
Il coraggio invece ci è servito per imbracciare un fucile e diventare partigiani.
Saetta io e Tuono lui
Erano questi i nostri nomi di battaglia.
Era stato Tito il nostro capitano a sceglierli per noi.
Eravamo sempre insieme dalla scuola all’università.
Insieme renitenti alla leva, insieme partigiani.
Più veloce io, perché magro e lungo.
Più forte lui, perché robusto e dal collo taurino.
Eravamo in montagna e siamo morti sulle sponde del Po.
Traditi, non sappiamo per quanti denari, ma da un Giuda sicuro.
Non abbiamo parlato.
Avevamo quel coraggio per quella paura e non abbiamo parlato.
Ci hanno sparato perché la sponda umida e ripida ci portasse giù verso la bassa.
Ma era destino che io fossi il più veloce: questione di peso e di galleggiamento.
Mi hanno trovato arenato all’Isola Serafini e seppellito fuori le mura.
Forse Leandro ce l’ha fatta.
Forse lui la foce a Codigoro l’ha vista.
Forse lui il viaggio per cui serviva quel coraggio l’ha completato.

Una piccola guida topografica alle vie dedicate alla Resistenza a Piacenza, ma anche una raccolta di biografie in pillole dei partigiani piacentini e dei principali luoghi di battaglia. E pure una galleria di ritratti dei nostri combattenti, disegnati dai ragazzi di due classi terze della scuola media “Anna Frank”.

E’ un po’ tutto questo la “Graffetta” dedicata al 70esimo anniversario della Liberazione, curata da Alberto Gorra e realizzata in collaborazione con l’Anpi di Piacenza (associazione nazionale partigiani d’Italia), che ha un titolo un po’ particolare: Aquila Nera ha gli occhi a mandorla.
Aquila Nera è il nome di battaglia di un partigiano piacentino, Pietro Inzani, il cui volto è stato disegnato da uno studente di origine cinese e ha assunto una fisionomia inevitabilmente asiatica (in copertina). E’ una bella metafora che spiega lo spirito del libretto edito da Officine Gutenberg: la storia rivive se gli occhi di chi la guarda e la rilegge le danno nuova energia. Così è per la Resistenza e per i suoi valori. Provate a leggere la nuova “Graffetta” e comprenderete perchè Aquila Nera si è ritrovato con “gli occhi a mandorla…”.

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La presentazione del libro Aquila Nera ha gli occhi a mandorla è in programma Venerdì 24 aprile (ore 15.30) presso il Circolo riceativo del Quartiere IV (via Vittime di Strà, angolo via Di Vittorio). 

Grande successo al Caffè letterario Melville di San Nicolò per la presentazione di Piacenza misteriosa. Guida ai castelli infestati, alle vicende inspiegabili e agli altri enigmi del territorioa cura di Paola Cerri, Gabriele Dadati e Barbara Tagliaferri: il nuovo prodotto delle Officine Gutenberg parla di tanti luoghi di Piacenza e provincia, ricchi di fascino, storie e misteri.
A differenza di altri pescegatti proposti dalla casa editrice piacentina, questa volta non è stato necessario ricorrere all’inventiva e alla fantasia per scoprire leggende, miti e suggestioni del nostro territorio. Gli autori ne hanno proposti alcuni: il pozzo dei coltelli, l’elefante del Trebbia, il labirinto perduto della cripta di San Savino, grotte e misteri della Rocca d’Olgisio. 

Ora possiamo dirlo: ci sarà anche Officine Gutenberg al Salone del Libro di Torino 2015! Avremo infatti un piccolo stand presso quello dell’Alleanza Cooperativa (#cooppride).

Vi daremo al più presto maggiori informazioni….

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Con soli 30 euro ti recapitiamo direttamente a casa le 10 nuove uscite dei libri low cost della collana di Officine Gutenberg. Nel 2014 sono uscite 6 “Graffette”: a metà tra l’instant book e l’articolo lungo, sottratto alla cronaca delle notizie quotidiane di PiacenzaSera.it, i libretti distribuiti dalla cooperativa sociale Officine Gutenberg si sono imposti nel panorama editoriale piacentino.
Le “Graffette” sono un prodotto editoriale ideato, realizzato, stampato e distribuito dalla cooperativa sociale Officine Gutenberg: nel progetto sono coinvolti ragazzi svantaggiati in particolare nel lavoro di taglio della carta, piega e graffatura del libro, e di consegna.
Abbonandoti alle “Graffette” non solo potrai ricevere le prossime 10 nuove uscite, ma diventerai anche sostenitore del progetto editoriale di PiacenzaSera.it in continua crescita dal 2008 ad oggi.
Leggi come fare

La nuova “Graffetta” di PiacenzaSera.it è dedicata al futuro dell’economia e del lavoro a Piacenza. “Bolzoni vs Zilocchi Piacenza da ripensare”. Due voci, autorevoli ma distinte, che affrontano il tema del futuro della città emiliana. In questo primo scorcio del 2015 abbiamo voluto interpellare Emilio Bolzoni, presidente di Confindustria Piacenza, e Gianluca Zilocchi, segretario provinciale della Cgil, per parlare delle prospettive di sviluppo del nostro territorio. I testi sono il frutto di due interviste che Mauro Peveri, curatore su PiacenzaSera.it della seguita rubrica “Pillole di Economia”, ha proposto a due protagonisti del mondo del lavoro piacentino, e che sono state pubblicate sul nostro quotidiano online. Con la supervisione del direttore Mauro Ferri.

Nell’ambito delladadati rassegna V.I.P. (Very Important Piacenza) del Liceo Gioia, che ha visto tra i suoi ospiti anche Pierluigi Bersani, anche il “nostro” Gabriele Dadati per parlare del volume “L’antologia del fiume Po. Una Spoon River piacentina”. Epigrafi fantastiche sulle rive del grande fiume.

Ospite d’eccezione: Marco Ferrari, studente di 3 sc. A, che ha partecipato alla stesura del testo.

imm 30 bLe autrici Alessandra Bonomini e Alessandra Repetti presentano “Piacenza a naso in su. E qualche volta in giù. Guida illustrata per bambini e non solo” a Ponte dell’Olio per la XXIII Giornata FAI di primavera, domenica 22 marzo. Tema della giornata: Archeologia industriale a Piacenza e provincia.

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Grande successo al Caffè letterario Melville di San Nicolò per una nuova serata dedicata alle 101 cose da fare a Piacenza, almeno una volta all’anno”, alla presenza degli autori Emanuela Albanese, Giovanni Battista Menzani, Chiara Ferrari, Claudia Ratti, e dei contributors Farncesca Bianco, Paola Cerri, Paolo Menzani e Barbara Tagliaferri. E dei soggetti di alcune delle 101 cose, come Sara della Bookbank e i camminatori della Via degli Abati.

“Su un punto siamo tutti d’accordo: se c’è una cosa bella, a Piacenza, quella non è il clima.
Freddo e rigido di inverno e caldo d’estate, un caldo umido e afoso. Un caldo marcio.
Non potete certo pensare di passare i mesi estivi nel vostro terrazzo condominiale in canottiera e ciabatte, tra la parabola e le cassette dell’acqua minerale, oltretutto non siete un bello spettacolo, nossignore, e nemmeno sotto lo split dell’aria condizionata, stravaccati sul divano a guardare le repliche dei varietà con le gemelle Kessler su Raiuno. E allora – se non volete rassegnarvi alla solita piscina affollata di provincia, con tanto di concorso per il Mister e la Miss – ecco per voi l’ormai mitica kermesse dell’estate in Val Nure: la Festainquota, una due giorni di festa nel verde anfiteatro naturale del lago Moo con balli popolari e stand gastronomici…”

Novità in libreria:

In attesa del terzo volume, previsto per maggio, ecco in arrivo la terza ristampa di “Camminate Piacentine Vol. 1″, a cura di Achille Menzani. Grazie a tutti!

In uscita a metà aprile il nuovo Pescegatto: “Piacenza Misteriosa. Guida ai castelli infestati, alle vicende inspiegabili e agli altri enigmi del territorio”, a cura di Paola Cerri, Gabriele Dadati e Barbara Tagliaferri.  In Val Tidone c’è una misteriosa piramide. Testimonianza di una sconosciuta colonia egizia? Macché, è molto più antica. A Bobbio invece c’è un intero ponte costruito dal diavolo. Le tracce dei Templari, poi, saltano fuori dove meno te le aspetti, per non dire dei fantasmi: dai bimbi che non cresceranno mai agli amanti traditi, dai più nobili cavalieri agli animali, ce ne sono per tutti i gusti. E volete provare a contare le apparizioni della Madonna? I misteri, a Piacenza e nella sua provincia, sono numerosi come in nessun’altra zona d’Italia. Ecco quindi la prima guida che li raccoglie: una guida che è anche uno scrigno di storie da leggere la sera.

[Paola Cerri è laureata in archeologia, Gabriele Dadati in filologia italiana mentre Barbara Tagliaferri è germanista. Ma soprattutto sono tre amici appassionati del territorio in cui sono nati e cresciuti, e a fare questo libro si sono divertiti un mondo].

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Un estratto:

Il mistero del recluso nella gabbia del Duomo

In realtà, almeno dai documenti finora rinvenuti, pare che nella gabbia del Duomo di Piacenza non fu mai rinchiuso nessuno. Tuttavia presso alcuni è diffusa la credenza che nel 1523 vi sia stato ospitato addirittura un prete, liberato dopo poche ore in seguito all’amnistia concessa per l’elezione a pontefice, con il nome di Papa Clemente VII, del cardinale Giulio De Medici.

Lo confermerebbe lo storico Boselli nel III volume delle Storie Piacentine, riportando una cronaca del Peveri. Qui si afferma che anche i carcerati, per l’occasione restituiti alla libertà, avrebbero partecipato alle solenni processioni celebrate per diversi giorni dal clero in onore del cardinale promosso al pontificato il 19 novembre 1523. Tra questi ci sarebbe stato anche un prete “condannato in perpetuo alla gabbia di ferro della torre di Chiesa Maggiore”.

Molto più fantasioso è il racconto di un anonimo “Cives” pubblicato il 18 novembre 1942 sul quotidiano “La Scure”, unico quotidiano di Piacenza nel Ventennio fascista. L’autore, che finge di riportare una sorta di rocambolesco diario di un malfattore intitolato Memorie inedite di un delinquente, dice che un certo Brusaferri, comune ladruncolo, sarebbe stato rinchiuso nella gabbia il 7 ottobre 1499. La sera stessa, da quell’altezza, si sarebbe proclamato protettore della città assieme all’Angil dal Dom posto sulla cima del campanile, mentre la mattina successiva una folla di cittadini sarebbe accorsa per vedere il recluso che, con fare istrionico, dispensava inchini e inviava baci per ricambiare l’interesse del pubblico. La narrazione si conclude con la fuga di Brusaferri dalla gabbia, grazie alla complicità dei due campanari suoi amici che, nel giorno dei Santi, avrebbero lasciato aperta la porta per finta distrazione.

Nel territorio piacentino si tramanda un altro episodio, questa volta ambientato a Viserano di Travo, dove in una gabbia venne esposta il 19 maggio 1749 la testa dell’autore di un atroce assassinio, mozzata dal carnefice sul patibolo. Apparteneva a un tale Giovanni Franzè, detto Tovaglia, proveniente da Felino di Montechiaro, che aveva bruciato vivo, allo scopo di derubarlo, il parroco di Viserano.

 

Un estratto da “L’Antologia del Fiume Po”:

“Poi il tugurio fradicio è crollato/prendendo sotto i resti di mia madre/dopo una vita in ginocchio nelle rogge/a risciacquare i panni sopra i massi/per i frati del convento di Campagna.

E hanno ripreso a dire che ero matto/perchè dormivo sul sagrato delle chiese/e parlavo con l’angelo del Duomo/mentre allungavo il cappello ai passanti.

Venite qui e vedrete il mio fantasma che cerca sassi piatti sulla riva/per farli rimbalzare all’infinito sul letto del Gigante silenzioso.